Il California Park Hotel recensito con un'intervista esclusiva su Arte Forte.
Immerso nel verde di Roma Imperiale. Anche il sole, già caldo sembra posarsi con discrezione su quello che appare più una grande villa che un hotel a quattro stelle superiore. Divani bianchi, arredi sobri, grandi vasi con conchiglie, l’Hotel California mantiene il fascino voluto dal suo costruttore.
“Mio padre lo ha edificato nel 1971 - ricorda Daniela Viacava, figlia di Mario, celebre costruttore e albergatore prematuramente scomparso - e fu lungimirante per l’epoca. Quando già si costruivano alberghi a più piani, dalla struttura imponente, lui lo volle basso, con gli archi, circondato dal verde, come una grande villa. Insieme a mia madre hanno investito ogni anno, per quarant’anni in quest’albergo, conservando l’impronta familiare, quella di un grande casa, con tanti salotti, ma con i servizi che un quattro stelle superiore deve avere”.
L’Hotel California è aperto da aprile ad ottobre ed è gestito dalla famiglia, la signora Gabriella e le figlie Daniela, Cristina e Francesca.
Dalla scomparsa del padre nel 2004, è proseguita comunque la tradizione di investire nell’albergo e in cinque anni sono state ristrutturate le camere, la zona piscina, la zona bar e così via sotto la supervisione di Francesca, interior designer.
Eleganza sobria, colori che richiamano l’acqua, chiari e pastello, cuscinoni, spazi ampi.
È cambiata la clientela in questi decenni di gestione?
“Sì è cambiata notevolmente - afferma Daniela - oggi si lavora molto con gli italiani nei week end ed è difficile trovare clienti che si fermano da noi tre settimane come una volta. Un tempo gli stranieri venivano solo a maggio e giugno, oppure a fine stagione, oggi invece tutti fanno soggiorni più brevi e abbiamo clienti stranieri anche nei mesi centrali: americani, inglesi, belgi, olandesi, della Svizzera francese. Abbiamo ancora qualcuno che viene da trent’anni, ma sono pochi.” L’albergo è dotato di una sala convegni attrezzata per 250 posti e questo facilita le presenze nei mesi primaverili e autunnali. Ma Forte dei Marmi è una località adatta per le famiglie, le coppie giovani o quelle anziane vengono magari per i fine settimana. “È proprio cambiato il modo di fare vacanza - insiste la titolare dell’hotel - e quindi bisogna adattarsi al mercato. Quello che sarebbe importante per facilitare anche il turismo è dare più vitalità al paese, cercando di coniugare la quiete, il relax con il divertimento. Sarebbero necessari degli eventi da comunicare ai clienti per invogliarli a venire anche fuori stagione ad aprile o a maggio, perché la cittadina è bella, è ben tenuta, ma non può vivere solo due mesi all’anno”.
Sono cambiati anche i gusti culinari?
“Noi usiamo prodotti di qualità, facendo sia cucina toscana che internazionale - spiega la signora Gabriella - molto pesce, cucina leggera e anche menu appositi per i vegetariani per le persone a dieta, i celiaci e così via”.
Quale messaggio possiamo lanciare dunque per solleticare il turismo?
“Servirebbero strutture polivalenti - conclude Daniela Viacava - come un Centro Congressi tra Forte dei Marmi e Pietrasanta, ed anche creare delle sinergie importanti. È inutile che noi curiamo le nostre strutture se poi il paese non offre opportunità. Anticipare l’apertura serale dei negozi ad esempio è una buona iniziativa”. Il messaggio insomma è che uniti si può spuntarla, anche sulla crisi economica.